La ragazza trovata nella Senna

Verso la fine del secolo scorso, venne estratto dalle acque della Senna a Parigi il corpo esanime di una ragazza. Su di esso non vi erano segni di violenza e si ritenne che ella si fosse tolta la vita.

Poichè non si riuscì a stabilirne l'identità, venne realizzata una maschera mortuaria, come era consuetudine in simili casi. All'enigma della sua morte si aggiungevano la delicata bellezza e l'etereo sorriso del viso. Furono pubblicate molte storie romantiche ispirate a questo mistero. Secondo una di esse, la sua morte era il risultato di una storia d'amore non corrisposto, e questa leggenda si diffuse in tutta Europa così come le riproduzioni della sua maschera mortuaria.

 

La Ragazza trovata nella Senna era destinata ad essere riscoperta, alcune generazioni più tardi, negli anni Cinquanta, quando Asmund S. Laerdal di Stavanger, Norvegia, iniziò a mettere a punto un manichino di addestramento, realistico ed efficace, per insegnare la respirazione bocca a bocca.

 

In quanto fabbricante di giocattoli e bambole, Laerdal aveva conferito maggiore realismo alle proprie bambole realizzandole in morbido vinile con capelli cuciti.

D'altra parte, egli riteneva che se si fosse realizzato per l'addedstramento alla rianimazione un manichino a grandezza naturale e di aspetto estremamente realistico, gli studenti sarebbero stati maggiormente motivati ad apprendere questa procedura di salvataggio.

 

Ispirato dalla maschera della ragazzina colta dalla morte in età così precoce, egli commissionò alla nota scultrice Emma Mathiassen di modellare il viso per il nuovo manichino d'addestramento alla rianimazione, che si sarebbe chiamato Resusci Anne. Così, lo spirito della Ragazza trovata nella Senna tornò nuovamente alla vita.

 

Resusci Anne celebra il suo quarantacinquesimo compleanno nel 2005. Ispirata alla Ragazza trovata nella Senna, Resusci Anne è diventato un simbolo di vita per i milioni di persone in tutto il mondo che hanno imparato le tecniche salvavita della rianimazione moderna,  e da coloro le cui vite sono state salvate da una morte improvvisa.